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Energie rinnovabili, case prefabbricate e cambiamento climatico

Il tema del cambiamento climatico e della salvaguardia del pianeta è oggi uno degli argomenti più caldi di conversazione. Una delle priorità a livello mondiale per contrastare il fenomeno è senza dubbio quello di innalzare gli standard di efficienza energetica degli edifici di nuova costruzione, per limitare i livelli globali di gas serra.
Già dal 2018, infatti, la normativa italiana costringe chi decide di costruire un’abitazione ex novo o di ristrutturarne una, di utilizzare energie rinnovabili per almeno il 50% del fabbisogno energetico. Chi deve realizzare una nuova costruzione deve quindi tenere presente che gli impianti tradizionali potrebbero non soddisfare i requisiti richiesti dalla normativa in materia di fonti rinnovabili.
Il rispetto della quota stabilita dalla legge però può essere garantito da edifici a basso consumo energetico, come le case prefabbricate in legno.
Queste offrono infatti un risparmio energetico di gran lunga superiore a quello di una costruzione tradizionale.

Case prefabbricate e risparmio energetico: cosa prevede la legge sulle fonti rinnovabili

Tutto nasce con il pacchetto clima-energia 20-20-20 con il quale l’Unione Europea ha imposto agli Stati membri di ridurre del 20% entro il 2020 le emissioni di gas serra raggiungendo il 20% di dipendenza energetica da fonti rinnovabili e incrementare il risparmio energetico del 20%. L’Italia ha recepito le varie direttive sul risparmio energetico anche se in maniera abbastanza frammentaria. Si va infatti dalla legge 239/2004 suo riordino del sistema energetico alla legge 99/2009 sulla sicurezza nel settore energetico, ai Decreti legislativi 387/2003 e 28/2011 di recepimento delle direttive europee.
Si passa quindi al decreto legislativo 192/2005 sul rendimento energetico nell’edilizia che è stato modificato nel tempo dal decreto convertito in legge 90/2013.
C’è infine il DLgs 104/2014 che ha recepito la direttiva europea sull’efficienza energetica. 
Per quanto riguarda gli incentivi alle energie rinnovabili, per il periodo 2017/2020 è stato rivisto in maniera definitiva lo schema di decreto interministeriale (Mise e Minambiente) per le incentivazioni, che ha ammesso anche il solare fotovoltaico. Per il resto in materia di efficienza energetica ed energie rinnovabili occorre dare uno sguardo alle norme regionali che purtroppo sono diverse da regione a regione.

Una caldaia a gas con caloriferi, tipica delle abitazioni tradizionali di cemento e muratura, difficilmente potrà soddisfare la normativa vigente, perché il gas naturale è una fonte di energia fossile e quindi non rinnovabile.
Le case tradizionali infatti hanno una dispersione energetica notevolmente superiore rispetto ad una casa prefabbricata in legno. In queste, infatti, sia in caso di utilizzo di un impianto tradizionale, sia in caso di un impianto fotovoltaico, geotermico e mini-eolico, ci sarà sempre un consumo energetico molto più basso grazie ai materiali utilizzati per la costruzione.
Ecco perché le case prefabbricate che assicurano risparmio energetico garantiscono sempre il rispetto della quota di energie tradizionali prevista per legge.

Limitare i consumi con una casa prefabbricata in legno

Per contrastare il cambiamento climatico dunque bisogna imparare a costruire meglio. I dati relativi all’innalzamento della temperatura infatti impongono delle riflessioni e la ricerca di soluzioni sostenibili. Una tra queste è sfruttare efficientemente le nostre abitazioni.
Per questo una
casa prefabbricata in legno è un’abitazione in grado di coprire larga parte del fabbisogno energetico per il riscaldamento e il raffreddamento dell’ambiente interno, grazie all’isolamento termico e ai materiali utilizzati. In una casa prefabbricata, infatti, l’irraggiamento solare che entra dalle finestre e il calore generato dall’impianto di riscaldamento rimangono all’interno per un periodo maggiore rispetto ad una casa tradizionale perché il legno è un ottimo isolante termico.
Lo stesso vale per il raffreddamento generato da un impianto di condizionamento. 
Per questo motivo quando si parla di casa prefabbricata in legno, si parla di casa passiva, vale a dire di un’abitazione in grado di coprire da sé gran parte del fabbisogno di energia.
I pannelli in legno prefabbricati, il sughero, le resine che vengono impiegate per la realizzazione di una casa prefabbricata evitano ponti termici, acustici e dispersione energetica perché sono prodotti naturali.

Conti alla mano, dunque, le case prefabbricate assicurano un risparmio energetico che si aggira attorno al 70% rispetto ad una casa tradizionale in cemento. Se poi si utilizzano energie rinnovabili come pannelli solari e fotovoltaici, il risparmio energetico può arrivare fino al 90%.

Il mercato delle case prefabbricate in legno in Italia

In Italia il mercato delle case prefabbricate in legno è cresciuto molto. Gli ultimi dati ufficiali disponibili sono quelli del secondo Rapporto Case ed Edifici in Legno del Centro Studi Federlegno Arredo Eventi (datati al 2017 su dati raccolti del 2015). Nel 2015 sono state realizzate 3200 abitazioni in legno, con alta concentrazione nel Nord Italia, in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige. I dati in crescita anche nel nostro paese dimostrano come il settore delle costruzioni può rilanciarsi attraverso una sempre maggiore attenzione alla qualità, salubrità ed efficienza delle prestazioni.